NOTE

1. Ci limitiamo ai sacramenti dell'iniziazione. In OPCAM (= Orientamenti e proposte per la celebrazione dell'Anno mariano) 22-45 si presentano dei rilievi mariologici per tutti i sette sacramenti.

2. Si discute di nuovo sulla origine “romana” di Ippolito, prete vissuto a Roma nel primo quarto del sec. III: cf. M. METZGER, Nouvelles perspectives pour la prétendue “Tradition Apostolique”, in Ecclesia Orans 5 (1988) 241-259; Enquêtes autour de la pretendue “Tradition Apostolique”, in Ecclesia Orans 9 (1992) 7-36.

3. Nella sequenza battesimale, il fedele viene interrogato con queste parole: “Credis in Christum Iesum filium Dei, qui natus est de spiritu sancto ex Maria virgine...?”. E nel modello di Preghiera eucaristica - il cui testo è ripreso con varianti nell'attuale Preghiera eucaristica II - si legge: “.. Qui est verbum tuum inseparabilem, per quem omnia fecisti et beneplacitum tibi fuit, misisti de caelo in matricem virginis, quique in utero habitus incarnatus est et filius tibi ostensus est, ex spiritu sancto et virgine natus”: B. BOTTE (ed.), La Tradition Apostolique de Saint Hippolyte. Essai de reconstitution = Liturgiewissenschafliche Quellen und Forschungen 39 (Münster Westfalen 1963) 48 e 12-14.

4. Per le diverse formulazioni delle professioni di fede presenti nei sermoni e nelle catechesi dei Padri, naturalmente espressive della liturgia battesimale, vedi J.N.D. KELLY, I simboli di fede della Chiesa antica. Nascita, evoluzione, uso del credo (Napoli 1987 - traduzione italiana della III edizione inglese) 436-437. Anche DS 10-16, per testi latini dei secoli IV-V (anche per i secoli successivi i numeri seguenti). La professione di fede presente negli odierni Ordo Baptismi Parvulorum, nr. 58 e Ordo initiationis christianae adultorum, nr. 219, recita: “Credis in Iesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum, natum ex Maria Virgine...”. La stessa formulazione ritorna nell'Ordo Confirmationis, nr. 23 e nella Renovatio promissionum baptismalium della Veglia pasquale (MR 286).

5. Si veda A. M. TRIACCA, “Ex Maria Virgine”. La “professione di fede” aquileiese e la “mens” mariana di Cromazio (Teologia - Catechesi - Liturgia), in: S. FELICI (ed.), La mariologia nella catechesi dei Padri (Età postnicena) = Biblioteca di Scienze religiose 95 (Roma 1991) 285-310.

6. «E coloro che lo preannunziarono Emmanuele, nato da una Vergine, manifestavano l'unione del Verbo di Dio con la sua fattura: che cioè il Verbo si sarebbe fatto carne e il Figlio di Dio figlio dell'uomo (Puro che, in modo puro, avrebbe aperto quel puro grembo che rigenera gli uomini in Dio: grembo ch'egli stesso rese puro) e fattosi quel che noi siamo, è Dio forte, ed ha una generazione inenarrabile (Purus pure puram aperiens vulvam, eam quae regenerat homines in Deum, quam ipse puram fecit)»: Adversus Haereses IV, 33,11 (SCh 100, 830; EM [= Enchiridion marianum] p. 47; TMPM [= Testi mariani del primo millennio] 1, 173). Circa il “pura vulva quae regenerat homines in Deum”, il Capelle scrive: “Toute la piété mariale se trouve ici en germe”: B. CAPELLE, La liturgie mariale en occident, in H. DU MANOIR (ed.), Maria. Etudes sur la Sainte Vierge, I (Paris 1949) 218.

7. AGOSTINO, Discorso 195, 2 (= PL 38, 1018).

8. LEONE: «Cuius (Christi) spiritalem originem in regeneratione consequimur, et omni homini renascenti aqua baptismatis instar est uteri virginalis, eodem sancto Spiritu replente fontem, qui replevit et Virginem, ut peccatum quod ibi vacuavit sacra conceptio, hic mystica tollat ablutio»:Tractatus 24, 3 (= CCL 138, 112-113).

9. LEONE: «Originem quam (Iesus) sumpsit in utero Virginis, posuit in fonte baptismatis, dedit aquae quod dedit matri: virtus enim Altissimi et obumbratio Spiritus sancti, quae fecit ut Maria pareret Salvatorem, eadem facit ut regeneret unda credentem»: Tractatus 25, 5 (= CCL 138, 123).

10. ISACCO DELLA STELLA, Discorso 51, Per l'assunzione della Beata Maria Vergine (= PL 194, 1863), citato in MC 28.

11. «(Apes) Partus non aedunt, sed ore legentes concepti faetus reddunt examina, sicut exemplo mirabili Christus ore paterno processit. Fecunda est in his sine partu virginitas, quam utique dominus sequi dignatus, carnalem se matrem habere virginitatis amore constituit»: GeV (= Gelasianum Vetus) 428 (benedictio cerei). Il medesimo tema nell'Exultet del GrS (= Gregorianum Supplementum) 1022b (vedi più avanti) e altri libri successivi.

12. Vedi A. CHAVASSE, Le Sacramentaire, o.c., 198. 200. 636-638.

13. GeV 457 (ad Missam in nocte): «Vere dignum... O noctis istius mystica et veneranda commercia! O sanctae matris aecclesiae pia sempiterna benficia! Non vult habere quod perimat, sed cupit invenire quod redimat. Exultavit Maria in sacratissimam | speciem | puerperi, exultat ecclesia in filiorum suorum generationis speciem. Sic fons ille beatus qui dominico latere circumfulxit, molis excepit viciorum, ut his sacris altaribus vitale esca perpetua vita conferat renatorum».

14. L'idea viene esplicitata nel prefazio del GrS (vedi sotto).

15. GrS 1022b: «O vere beata et mirabilis apis, cuius nec sexum masculi violant, foetus non quassant, nec filii destruunt castitatem. Sicut sancta concepit virgo maria, virgo peperit, et virgo permansit». Ripreso nel MR (= Missale Romanum) di Pio V, l'Exultet del GrS appare snellito del passo 1022b sul comportamento delle api e la menzione della Virgo.

16. GrS 1588: «...O noctem in qua tartara spoliantur, sancti ab inferis liberantur, caelestis patriae aditus aperitur. In qua baptismate delictorum turba perimitur, filii lucis oriuntur. Quos exemplo dominicae matris sine corruptione sancta mater ecclesia concipit, sine dolore parit, et cum gaudio ad meliora provehit». Si confronti questo testo (espressioni identiche) con la Illatio “In vigilia Pasche” del Liber Mozarabicus Sacramentorum et les manuscrits mozarabes = Monumenta Ecclesiae Liturgica 6 (Paris 1912) col. 250, e conservata oggi nel Missale hispano-mozarabicum (Toledo 1991) 407: «Unde venerandi sacra aemulatione mysterii in aeternam modo vitam filii lucis oriuntur, quos matutino partu per gratiam spiritualem hac nocte progenerat mater Ecclesia sine corruptione concipiens et cum gaudio pariens, exprimens in se utique formam virginis genetricis, absque ullo humanae contagionis fecunda conceptu».

17. Benedizionale, CEI, ...., nr. 1187. Ecco il testo latino: «Mitte, quaesumus, Domine, / in hanc aquam / Spiritus tui fertilem auram: / virtus, quae obumbravit Virginem / ut pareret Primogenitum, / Ecclesiae sponsae gremium fecundet, / ut tibi, Pater, innumeros filios gignat / caelorumque generet incolas": De Benedictionibus. Editio Typica (Typis Polyglottis Vaticanis 1985) 328, nr. 853.

18. Cf L. LIGIER, La Vergine nella eucaristia della Chiesa, in AA.VV., La Madonna nel culto della Chiesa (Brescia 1966) 65. Edita in PE 165.

19. Si tratta della ripresa di un antico testo ambrosiano.

20. Cf OPCAM nr. 24.

21. Cf OPCAM nr. 24.

22. Si consideri il contenuto del Prefazio del formulario nr. 18 delle Messe per la beata vergine Maria: «Noi ti lodiamo... nella memoria di Maria.. prima missionaria del Vangelo. Guidata dal tuo Santo Spirito si mise in cammino per portare a Giovanni il Cristo, sorgente di santificazione e di gioia. Sospinti dallo stesso spirito, Pietro e gli altri apostoli divennero intrepidi annunziatori del vangelo per la salvezza e la vita di tutte le genti. Ed anche oggi la beata Vergine suscita nuovi araldi del tuo regno: li sprona con l'esempio, li infiamma con il suo amore, li sostiene con la preghiera incessante, perché annunziono in ogni parte della terra il Cristo redentore».

23. La comunione e l'esemplarità di Maria nella celebrazione del memoriale del sacrifico pasquale di Cristo si trova ben riassunta in OPCAM 19-20 e 29-31. Ci limitiamo qui alla sottolineatura evidenziata nel testo del prefazio che stiamo commentando.

24. Commentando il canto eucaristico «Ave verum Corpus, natum de Maria Virgine», Giovanni Paolo II si è così espresso: «Alla radice dell'Eucaristia c'è dunque la vita verginale e materna di Maria, la sua traboccante esperienza di Dio, il suo cammino di fede e di amore, che fece, per opera dello Spirito Santo, della sua carne un tempio, del suo cuore un altare: poiché concepì non secondo natura, ma mediante la fede, con atto libero e cosciente: un atto di obbedienza. E se il Corpo che noi mangiamo e il Sangue che beviamo è il dono inestimabile del Signore risorto a noi viatori, esso porta ancora in sé, come Pane fragrante, il sapore e il profumo della Vergine Madre. ... Nato dalla Vergine per essere oblazione pura, santa ed immacolata, Cristo compì sull'altare della Croce il sacrificio unico e perfetto, che ogni Messa, in modo incruento, rinnova e rende attuale. A quell'unico sacrificio ebbe parte attiva Maria, la prima redenta, la Madre della Chiesa. ... Ogni Messa ci pone in comunione intima con lei, la Madre, il cui sacrificio “ritorna presente”, come “ritorna presente” il sacrificio del Figlio alle parole della Consacrazione del pane e del vino pronunciate dal sacerdote»: Discorso alla celebrazione della Parola, 2 giugno 1983: L'Osservatore Romano, 9 giugno 1983.

25. Una parola chiara e autorevole sul fatto che celebrando il mistero di Cristo e il suo proprio mistero, la Chiesa celebra anche la presenza operativa di Maria, l'ha pronunciata Giovanni Paolo II. Dopo aver ricordato che la liturgia è azione di Cristo e della Chiesa, il Papa continua: «Ora, la beata Vergine è intima sia a Cristo, sia alla Chiesa, e inseparabile dall'uno e dall'altra. Essa quindi è a loro unita in ciò che costituisce l'essenza stessa della liturgia: la celebrazione sacramentale della salvezza a gloria di Dio e per la santificazione dell'uomo. Maria è presente nel memoriale - l'azione liturgica - perché fu presente nell'evento salvifico. È presso ogni fonte battesimale, dove nella fede e nello Spirito nascono alla vita divina le membra del Corpo mistico, perché con la fede e con l'energia dello Spirito, ne concepì il divin Capo, Cristo; è presso ogni altare, dove si celebra il memoriale della Passione-Risurrezione, perché fu presente, aderendo con tutto il suo essere al disegno del Padre, al fatto storico-salvifico della morte di Cristo; è presso ogni cenacolo, dove con l'imposizione delle mani e la santa unzione viene dato lo Spirito ai fedeli, perché con Pietro e con gli altri apostoli, con la Chiesa nascente, fu presente all'effusione pentecostale dello Spirito. Cristo, sommo sacerdote; la Chiesa, comunità di culto: con l'uno e con l'altra Maria è incessantemente unita, nell'evento salvifico e nella sua memoria liturgica. Anche nella vita di ogni cristiano deve essere presente Maria, mediante una devozione sincera e profonda»: L'Osservatore Romano, 13-14 febbraio 1984; anche in Notitiae 20 (1984) 174.

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